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Conflitto neurovascolare

Un conflitto neurovascolare è un punto di contatto tra un vaso e un nervo cranico. Spesso in corrispondenza di tale conflitto il nervo è dislocato o addirittura assottigliato rispetto al controlaterale. 

La diagnosi viene effettuata mediante una RM encefalo con e senza contrasto generalmente richiesta dopo una visita neurologica, in seguito alla comparsa di disturbi neurologici. La RM encefalo deve comprendere le sequenze CISS o FIESTA (cosiddetta tecnica cisternografica).

Il conflitto neurovascolare può essere associato alle seguenti manifestazioni cliniche:

  • Nevralgia del trigemino: conflitto con arteria cerebellare superiore e/o vena di Dandy;
  • Nevralgia del glossofaringeo: conflitto con arteria cerebellare postero-inferiore;
  • Emi-spasmo del faciale (movimenti involontari di metà volto, generalmente a partenza dell’orbicolare dell’occhio per poi estendersi alla fronte, bocca, e collo): conflitto tra nervo facciale e arteria cerebellare antero-inferiore o postero-inferiore;
  • Vertigini parossistiche e acufeni: in casi rarissimi la comparsa improvvisa di attacchi di vertigini della durata variabile da pochi secondi ad alcuni minuti, con o senza acufeni, è secondaria a un conflitto tra l’ottavo nervo cranico e arteria cerebellare antero-inferiore o un suo ramo.

In presenza di una sintomatologia clinica invalidante o non responsiva ai farmaci può essere indicato l’intervento di decompressione microvascolare.

Intervento di decompressione microvascolare

Il paziente esegue gli accertamenti preoperatori qualche settimana prima e viene ricoverato il giorno antecedente al ricovero. E’ un intervento che si esegue in anestesia generale.

Viene effettuata un’incisione dietro all’orecchio e una piccola craniectomia circolare di circa 2 cm di diametro. Attraverso quest’apertura nell’osso si identifica il nervo e si libera dal vaso che determina il conflitto.

Questo intervento è efficace nella maggior parte dei pazienti.

La complicanza più frequente è legata alla guarigione della ferita che può essere rallentata da una fistola liquorale. Più raramente ci può essere riduzione della sensibilità a metà volto associate a formicolii o bruciore; ancora più insolito si può verificare calo dell’udito o paresi dei movimenti della metà faccia omolaterale. Complicanze neurologiche gravi sono insolite.

La degenza dura circa 5 giorni. Il recupero postoperatorio è rapido ma nelle prime settimane può esserci dolore in corrispondenza della ferita o del collo.